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Masseria Santa Filomena ©Claudio Palma

Masseria Santa Filomena: un buen retiro nel cuore del Salento

Tra il bianco abbagliante della pietra, il verde argentato degli ulivi e il blu profondo dell’Adriatico, la campagna di Ostuni custodisce un luogo dove tempo e materia sembrano essersi messi d’accordo per raccontare la storia del Mediterraneo. È qui, in questo suggestivo paesaggio, che prende forma la Masseria Santa Filomena, un’antica dimora rurale tornata a nuova vita grazie a un intervento accurato e sensibile.

Il progetto, curato dagli architetti Aldo Flore e Rosanna Venezia, ha infatti trasformato una struttura agricola in un rifugio che unisce essenzialità architettonica e raffinatezza materica. La pietra viva, le volte a crociera, gli spazi generosi e la luce naturale sono i protagonisti di un’esperienza abitativa che parla di silenzi, radici e paesaggi interiori.

masseria santa Filomena, Foto ©Claudio Palma
Foto ©Claudio Palma

Stile senza tempo

La trasformazione della Masseria Santa Filomena è il risultato di un intervento che ha saputo rispettare la materia originaria e al tempo stesso esaltarne la potenzialità espressiva. Costruita interamente in pietra locale, la dimora si articola su tre livelli e sorge sopra un antico frantoio ipogeo, testimonianza tangibile della sua origine agricola.

Al piano terra, gli spazi un tempo destinati a stalle e depositi sono stati riconvertiti in ambienti ariosi e luminosi. Le volte in pietra si innalzano su pilastri bianchi di calce, generando un senso di ampiezza e solidità che convive con la delicatezza della luce naturale. Il risultato è dunque uno spazio che comunica accoglienza e maestosità, pur restando ancorato alla semplicità delle sue origini.

Le cucine, la zona pranzo e il living comune si aprono verso l’esterno attraverso due grandi archi che mettono in relazione la vita interna della masseria con il giardino mediterraneo. L’estetica del paesaggio – fatta di ulivi secolari e agrumeti profumati – entra così a far parte integrante dell’esperienza abitativa, annullando il confine tra architettura e natura.

Ogni scelta progettuale riflette una visione che non forza la tradizione, ma la ascolta e la interpreta, lasciando che siano la materia, la luce e il paesaggio a guidare la narrazione degli spazi.

Viva tradizione pugliese

La residenza padronale, situata al primo piano, ospita sei suite indipendenti, ognuna caratterizzata da una palette cromatica unica, pensata per trasformarsi insieme alla luce naturale e creare atmosfere intime, sempre diverse nell’arco della giornata.

Ogni camera si affaccia inoltre su uno spazio esterno privato: terrazze o giardini riservati, alcuni dotati di vasca all’aperto riscaldata, per vivere il paesaggio in totale armonia e riservatezza. L’esperienza dell’ospitalità è costruita attorno al concetto di benessere lento, dove nulla è eccessivo e ogni dettaglio è studiato per favorire un rapporto profondo con l’ambiente circostante.

Il fulcro simbolico della masseria è il salone centrale: un ambiente ampio e luminoso, definito da un loggiato a tre archi che regala una vista spettacolare sulla valle di ulivi e sul mare Adriatico. Questo spazio rappresenta il punto d’incontro tra il paesaggio e l’architettura, tra esterno e interno, tra la storia e il presente.

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