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cc 222 Dimora veronese dal gusto massimalista

Sofisticato massimalismo in una dimora veronese

Ci sono case piene di oggetti rari e arredi costosissimi, rese quasi dei musei in cui camminare in punta di piedi. Altre si contraddistinguono per una delicatezza tale da infondere il timore di rovinare ogni accessorio con il solo sguardo. La dimora veronese che stiamo per presentarvi, tuttavia, non appartiene né alla prima né alla seconda categoria. Sebbene rifiorisca di complementi d’epoca e goda di un’eleganza incredibile, è infatti anche una casa vissuta, dove ogni oggetto comunica in primo luogo la passione della sua proprietaria per l’arte e per la famiglia

La sala da pranzo, d’ispirazione ottocentesca, valorizza richiami naturali nelle carte da parati usate anche negli schienali delle sedute, fra loro diverse. Foto ©Simona Pesarini
La sala da pranzo, d’ispirazione ottocentesca, valorizza richiami naturali nelle carte da parati usate anche negli schienali delle sedute, fra loro diverse. Foto ©Simona Pesarini

Tra i lustri del tempo

Ad accogliere fin dall’uscio, nella casa di Veronica, è un ricercato massimalismo, un’opulenza che non supera mai i confini del buon gusto. Ma a un primo colpo d’occhio non si riesce a cogliere che una parte delle meraviglie custodite tra queste quattro mura.

Pattern, motivi, tinte unite; chinoiserie, art déco e un tocco di british; sedute capitonné, tavolini in ferro battuto, specchi al mercurio e poi tappezzerie pregiate, tessuti d’epoca, ceramiche vintage e molto altro ancora. Ogni ambiente infatti è un racconto di stile, un connubio delicato tra storia e sensibilità estetica.

dimora veronese, La cucina soprannominata “di rappresentanza” ruota attorno a un mobile centrale di fine Ottocento arricchito da un bancone francese ristrutturato e dalla tappezzeria libreria di Fornasetti dall’effetto trompe l’oeil di Cole&Son. Foto ©Simona Pesarini
La cucina soprannominata “di rappresentanza” ruota attorno a un mobile centrale di fine Ottocento arricchito da un bancone francese ristrutturato e dalla tappezzeria libreria di Fornasetti dall’effetto trompe l’oeil di Cole&Son. Foto ©Simona Pesarini

La struttura, originaria degli anni Settanta, è stata rispettosamente conservata, mantenendo intatte le pareti. Oggi sono impreziosite dal lavoro di Veronica, che ha personalmente ritagliato e sovrapposto le carte da parati che caratterizzano ogni ambiente. Il tocco da maestro, tuttavia, è dato dalla presenza del verde, che dona alla casa un tocco romantico ed è il frutto dell’attività della proprietaria, esperta flower designer.  

More is more – massimalismo elegante

La sala da pranzo accoglie con l’estrosità di una mescolanza di calore e freschezza: apparentemente molto avvolgente, in realtà i richiami naturali, l’uso del verde e il motivo floreale smorzano l’opulenza regalando un ambiente in cui sostare e perdersi a osservare sfumature e venature. La cucina, come se fosse dipinta, diventa uno spazio artistico, mentre la camera matrimoniale assume note regali. Qui, ampie tende ammorbidiscono la parete oliva, mentre l’importante lampadario di cristalli illumina con mille riflessi lo spazio.

dimora veronese, In camera da letto prevale la semplicità, con una parete a tinta unita di un accogliente verde. Foto ©Simona Pesarini
In camera da letto prevale la semplicità, con una parete a tinta unita di un accogliente verde. Foto ©Simona Pesarini

Una passione per l’artigianato, per la creatività tout court, perché qui l’arredo non è mai una semplice decorazione: è il riflesso di un progetto d’autore, un diario armonico di memoria, bellezza, rispetto, affetto, vita.

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