Spesso, le storie più belle nascono da un guizzo, una timida scintilla, un pensiero sfuggente. Nel caso di Riccardo Bruni, fondatore di The House of Lyria, tutto nasce da un ricordo ben radicato nella sua mente. L’incontro, durante l’infanzia, con un elegante textile designer amico del padre è stato per Bruni la miccia dalla quale è scaturito tutto.
A distanza di diversi anni da quel periodo, la memoria di quel distinto incontro vive ancora oggi, e tanto ha influenzato nella creazione artigianale di The House of Lyria.
La tradizione di una filosofia
L’essenza dell’azienda si sviluppa attorno alla qualità materica, basandosi sulla sostenibilità. The House of Lyria privilegia fibre naturali come lana, lino e cotone, proponendo combinazioni e tecniche innovative per donare ai tessuti texture uniche e una vita oltre il tempo. Anche i colori sono spesso naturali, tenui, delicati, ottenuti da fonti organiche come il caffè, il tè o la cenere. La palette di Lyria si ispira anche alla foresta, con l’uso di foglie, muschio e corteccia.
Perno di ogni scelta è una filosofia, quella Wabi Sabi: un’estetica che privilegia l’imperfezione, vista come frutto della naturale transitorietà della vita e inevitabile caducità delle cose. Dal momento che nulla dura per sempre, questa filosofia abbraccia un ritmo lento, atto a valorizzare ogni momento, ogni attimo, il presente nella sua irripetibilità.
Così, i tessuti sembrano vissuti, perché è ciò che è vissuto a raccontare una storia unica e genuina. La linea Carmente, per esempio, introduce un velluto innovativo. Grazie all’aggiunta di fibre di metallo, si crea un tessuto dalla superficie morbida e volutamente imperfetta.