Dopo anni di pareti bianche e ambienti standardizzati, l’interior design italiano sta cambiando rotta. Le analisi di settore più recenti raccontano un ritorno alle superfici decorative, alle carte da parati dipinte a mano, alle finiture che raccontano una storia. Ne abbiamo parlato con Gloria Stringa, decoratrice che da anni lavora tra boiserie, papier peint e patinature d’atmosfera.
Il bisogno di identità dietro al revival decorativo
Secondo Stringa, la spinta arriva da una forma di stanchezza verso gli interni privi di carattere. Dopo la stagione del minimalismo, cresce il desiderio di riportare colore e calore negli ambienti domestici, anche in quelli più piccoli. Non si tratta di riempire le pareti, ma di dare loro un segno riconoscibile, capace di rendere una casa più personale.
Come nasce un intervento decorativo
Prima di scegliere colori o motivi, Stringa osserva lo spazio nella sua interezza: la luce naturale, l’architettura, gli arredi già presenti, la storia dell’edificio. Sono questi elementi a orientare ogni decisione, perché il progetto decorativo funziona quando dialoga con ciò che la casa esprime già. Il lavoro procede per fasi, spesso a fianco di architetti o direttamente con il committente, ed è qui che un decor staff con esperienza specifica fa la differenza: sapere leggere uno spazio prima di intervenire è la parte meno visibile del mestiere, ma quella che orienta tutto il resto.
Luce e superfici: un rapporto diretto
Nelle decorazioni architettoniche, come boiserie, cornici o zoccolature dipinte, la luce è ciò che restituisce profondità e fa emergere le variazioni della superficie. Per i soggetti botanici e i papier peint, invece, può essere naturale oppure progettata: un’illuminazione mirata valorizza il decoro senza appiattirlo, mantenendo vive le sfumature del disegno anche nelle ore serali.
Délabré, patinature e superfici geometriche
Ogni parete chiede un approccio diverso, spiega Stringa. Quando il supporto porta imperfezioni o segni del tempo, la tecnica del délabré li attenua e li integra nella finitura, restituendo una superficie volutamente velata e irregolare. Le patinature, applicate per sovrapposizioni successive, costruiscono profondità e stratificazione visiva. I decori geometrici o dal disegno molto preciso richiedono invece una preparazione impeccabile della parete, senza margine per l’improvvisazione.
Il tema vegetale attraversa gran parte del lavoro di Stringa, che lo interpreta in chiave pittorica e personale, ispirandosi ai decoratori storici, al Liberty e alla natura che la circonda. I colori, spesso caldi e terrosi, vengono stesi con velature volutamente slavate e sfumate, in superfici morbide che invitano lo sguardo a soffermarsi.
L’artigiana
Gloria Stringa si specializza in scenografia e inizia a collaborare come decoratrice già durante gli anni di liceo, al fianco di studi di architettura e restauratori. La sua ispirazione nasce dallo studio dei decoratori storici, dal Liberty, da libri e riviste di settore, ma anche dall’osservazione diretta dell’ambiente che la circonda. La si può seguire su Instagram, @gloriastringa.