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Elogio dell’imperfezione di MATERIAPRIMA

Non conta ciò che è finito e pieno, ma ciò che resta vuoto, in “un silenzio vivo, perché quei vuoti (una patina, una trama irregolare, un colore sfumato) permettono all’insieme di respirare ed emanare grazia”. In quest’ottica, l’imperfezione non è un difetto, ma verità e ricerca, soglia di una bellezza autentica, anche se “anarchica e ribelle”; questo vuole veicolare la interior designer Marcella Mazzoni di Materiaprima, che si racconta a Casa Chic nell’amatissima rubrica L’arte del Fare.

Dal design d’interni alla fibra, qual è il fil rouge?

Progettare uno spazio e creare tessuti sono profondamente connessi, in continuo dialogo. Credo che ogni tessuto definisca la temperatura emotiva e sia essenziale per trasformare l‘ambiente in un rifugio sensoriale.

Per questo il Panno Marchigiano è così centrale?

La scelta di lavorare su questo tessuto nasce da un progetto su misura legato al territorio e dall’eredità materna, fonte di profonda ispirazione. È un panno antico, recuperato da bauli e archivi delle Marche, in fibre vegetali come canapa, lino e cotone, lavorato con sapienza. Nessuna produzione industriale potrà replicare la sua nervatura architettonica e la sua profondità cromatica e tattile.

Come coniuga tradizione e sperimentazione?

Tutto è fatto a mano, con la lentezza e la consapevolezza della tradizione, ma amo adottare e sperimentare tecniche decorative lontane, come lo Shibori e il Block printing con tinture naturali, per reinterpretare l’antico in una nuova versione. Le sue stoffe custodiscono una memoria liquida.

Che ruolo ha l’acqua nel suo lavoro?

È una presenza intima, anche per la vicinanza al mare. Amo dipingere con l’acquarello e la sua imprevedibilità; nello shibori diventa una sfida al controllo, un esercizio di ascolto e presenza che crea pieni e vuoti rendendo i tessuti unici e irripetibili.

© MateriaPrima, Linea AGATA
© MateriaPrima, Linea AGATA
© MateriaPrima, Linea LIBELLUM
© MateriaPrima, Linea LIBELLUM

L’imperfezione è identità

Abbracciare l’imperfezione è accogliere ciò che è stato ed è verità, e farne qualcosa di vivo e pieno di identità. Così, i tessuti Materiaprima Crea nascono da stoffe recuperate, corredi o giacenze inutilizzati, e tornano a vivere, a dispetto di ogni logica di fast fashion, in versione attuale, con pizzi e ricami d’antan, innestati sul panno come punti di raccordo fra le epoche.

Bellezza quotidiana

Ispirata alla natura, la Linea Libellum nasce da un pensiero intimo, che vede nella libellula un simbolo di libertà e trasformazione. Con un ricamo stilizzato, l’insetto e motivi botanici si posano sul panno antico per tovagliati e complementi dai toni neutri e dalle fibre corpose che soddisfano i sensi; in un gioco di sensazioni che rende ogni gesto quotidiano un piccolo rito di bellezza.

© MateriaPrima, Cuscini ALTEA
© MateriaPrima, Cuscini ALTEA
© MateriaPrima, Cuscini ADA
© MateriaPrima, Cuscini ADA

Un’alchimia spontanea e naturale

Per le colorazioni Marcella non si affida a pennellate razionali. Il colore, pigmenti vegetali ispirati al paesaggio marchigiano, è lasciato correre liberamente per incontrarsi con canapa, lino o cotone, come nella Linea Amaranta, in modi sempre diversi, rispettando le trame del passato. È un atto di fiducia e ascolto, dove la materia ha voce propria e il gesto creativo è facilitatore, più che dominatore.

Un’estetica governata

La tecnica dello shibori risuona con l’idea che Marcella dà dell’imperfezione per cui la sbavatura non è un errore, ma un risultato atteso, l’inaspettato che genera vitalità. Nella Linea Altea, la canapa antica è tinta a mano con il guado e declinata con i motivi di pieni, sfumature e vuoti propri di questa pratica.

© MateriaPrima, Linea AMARANTA
© MateriaPrima, Linea AMARANTA
© MateriaPrima

Interior designer e creatrice tessile, Marcella Mazzoni inizia suo viaggio nella materia per riportare negli spazi contemporanei la verità di fibre che hanno ancora molto da raccontare.

Con il suo lavoro ha imparato che “il lusso più autentico è il silenzio visivo, una pienezza di materiali che dialogano dolcemente tra loro”. Tagli, ricami, pennellate e bagni di colore sono fatti a mano, in un processo lento e meditativo che dà vita ad architetture tessili irripetibili che non ostentano, ma stabilizzano e arricchiscono l’anima.

IG: materiaprima.crea

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